Arquivo | dezembro, 2013

Tradiciones de fin de año

27 dez

tradiciones de fin de añoTomado de: http://img2.noticias24.com/1112/tradiinfoo900xx.jpg

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Buon Natale, Buon 2014!

24 dez

Tu scendi dalle stelle è uno dei più conosciuti e belli canti natalizi italiani, composto nel dicembre 1754 a Nola in provincia di Napoli,  dal Santo napoletano Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, derivato come versione italiana dall’originale “Quanno nascette Ninno”.
Questa versione della canzone fa parte del nuovo album – omonimo – di Frate Alessandro: la più bella compilation di Natale pubblicata dal frate più famoso nel mondo musicale, conosciuto come “la voce da Assisi”.

Frate Alessandro, la voce da Assisi

Alessandro Giacomo Brustenghi nasce a Perugia il 21 aprile 1978 e, a soli ventuno anni, entra nell’ordine dei Frati Minori.
Sin da bambino ha una grande passione per la musica. Non solo: ha talento.
Nel 2011 un impresario lo sente cantare in una piccola chiesa di provincia e resta folgorato, invitandolo a un’audizione.
La riservatezza e la voce limpida del sacerdote conquistano immediatamente gli ascoltatori: Alessandro è il primo frate a firmare un contratto con un’importante etichetta discografica, la Decca, famosa la qualità delle registrazioni.
In occasione dell’uscita di “Tu scendi dalla stelle – Voice of Joy” riproponiamo l’inverivsta escluvia che ha rilasciato a Sanpaolostore.

Come si vivono la fede e l’amore per musica nei luoghi che furono di San Francesco?
Credo che Francesco abbia sempre avuto nel cuore la percezione che l’espressione artistica sia una vera e propria partecipazione alla Creazione per la lode di Dio, e quando arriva il momento supremo del suo incontro con il Signore canta e fa cantare un inno al buon Dio lodando “sorella morte” che gli apre le porte all’incontro con Gesù, suo unico bene. Il canto è espressione di gioia e della presenza del Signore, ogni volta che cantiamo qui alla Porziuncola siamo in comunione con quello spirito di lode e di amicizia che ebbe Francesco nei confronti di Dio.
La voce è un dono di Dio, ma per amare la musica occorrono una scintilla e tanto lavoro e determinazione, cosa ti ha spinto verso quest’arte?
In realtà ho iniziato a studiare canto per gioco, per scherzo, perché mi convinse un’insegnante del conservatorio. All’inizio non avevo né voce né passione per il canto e il Signore mi ha fatto scoprire questo dono passo dopo passo, ma solo in convento ho sentito il profondo legame di quest’arte con la vita spirituale. Mi sono messo, così, a studiare a fondo cultura e tecnica del canto per conoscere bene lo strumento che Dio mi aveva consegnato per la sua lode.
Vuoi parlarci della tua esperienza discografica e del tuo CD registrato a Londra?
Non avevo mai partecipato prima a un progetto così grande. Ho accolto la proposta come un invito della Provvidenza a diffondere il messaggio di Gesù di amore e bellezza. Per me è una piccola croce perché contrasta con la mia indole naturale; io sono, infatti, una persona riservata e timida e non ho mai cercato fama e popolarità, ma in realtà tutto questo rientra nel carisma francescano e realizza, perciò, la mia vocazione. Accolgo, così, con gioia questa missione sicuro che se il Signore mi ha introdotto su questa strada non mi abbandonerà. Oltretutto non sono solo, i frati mi accompagnano sempre e le persone che incontro sono un vero e proprio dono per la mia vita.
Fai molti concerti, com’è il tuo rapporto con il pubblico?
Ho sempre una gran paura di fare concerti, non so come mai, ma tremo prima di iniziare e vorrei scomparire… Evito sempre di cantare cose difficili perché credo di non farcela; per esempio riesco a cantare anche per due ore di seguito senza stancarmi e ho per natura degli acuti facili e anche i sovracuti, ma non li canto praticamente mai in pubblico e difficilmente eseguo più di 5 o 6 brani perché ho paura. Vero è pure che sono un po’ perfezionista e non mi accontento mai e devo ricordarmi ogni volta del salmo che dice “Non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze”. Poi succede che entro e inizio a cantare e quasi sempre tutto procede abbastanza bene perché so per certo che non sono lì per sfoggiare una mia bravura, ma per trasmettere un messaggio e lasciar vibrare i cuori nella bellezza dell’amore di Dio.

Así llaman a Papá Noel en el mundo

22 dez

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Aunque cada país tiene sus propias tradiciones e interpretaciones que hacen únicas sus celebraciones, parece que ese viejito bonachón que reparte regalos a los niños es un elemento común entre todos los lugares.

Tomado de: http://publimetro.pe/actualidad/noticia-infografia-asi-llaman-papa-noel-mundo-19122

 

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É tempo de Natal!!!

19 dez

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Teste suas habilidades

11 dez

teste suas habilidades

Clique na imagem para testar as suas habilidades em inglês, francês, alemão, espanhol e italiano.

 

Joyeux Noël à vous tous et une très bonne nouvelle année

10 dez

natal frances

Un Noël à Paris: c’est comme ça que cela se passe!

Un peu du Noël, pour vous, exactement comme cela se passe dans la plus belle ville du monde !

C’est comme si vous étiez……

Un Noël à Paris

Il Natale di ieri e di oggi

6 dez

natal it

IL NATALE DEI NONNI E IL NOSTRO NATALE

Componimenti di bambini di terza elementare sul Natale di ieri e di oggi

Secondo noi, il Natale di oggi viene trascorso in questo modo: il giorno di Natale i bimbi si svegliano molto presto, senza neanche stiracchiarsi scendono dal letto e ricercano subito sotto l’albero di Natale, in mezzo a panettoni e bottiglie di spumante, i propri doni portati da Papà Natale con grande tensione e eccitazione. Trovati li scartano entusiasti, studiano con attenzione i regali e di corsa vanno a salutare e a ringraziare nel lettone babbo e mamma. Si fa colazione e si aspetta con molta tensione il pranzo natalizio, preparato dalla mamma con molto amore, si trascorre una piacevole giornata e la sera si mangiano gli avanzi di Natale. Bisogna però citare, oltre a questo l’aspetto vero e proprio del Natale: la nascita di Gesù bambino, un evento così speciale da venire ricordato da una messa tra la notte della vigilia di Natale e quella di Natale.
Il Natale del passato, invece, era molto diverso dal nostro, anche perché le possibilità dei nostri nonni ad esempio erano molto inferiori alle nostre. I regali non erano tanti e soprattutto non erano maestosi come quelli di oggi: i doni più frequenti erano mandarini, biscotti e qualche biglia. Anche il pranzo non era un eccezionale, però era meglio di quello dei giorni comuni: si mangiava una quantità di carne abbastanza abbondante e, oltre a bere molto vino, si mangiava anche il dolce, che di solito era un panettone.

Matteo Saba e Nicolò Langhi – 3B

Il Natale di oggi è totalmente diverso da quello del tempo dei nostri nonni: infatti i nostri nonni erano abituati ad un Natale più povero. Erano soddisfatti quando, la mattina di Natale si svegliavano e in cucina, vicino al camino, trovavano dei piccoli sacchetti di carta al cui interno c’erano alcune spagnolette , 2 o 3 mandarini, qualche arancio, noci e nocciole e se erano più fortunati trovavano anche dei biscotti e delle caramelle.
Il pranzo di Natale si consumava con tutti i parenti, solitamente nella più grande.
Spesso si mangiava una semplice pastasciutta e per secondo un buon arrosto con contorno di patate al forno, il tutto cucinato dalle donne della casa. Non poteva mancare il dolce! Un buon panettone fatto in casa e, alcune volte, un ottimo pandoro con una spruzzata di zucchero a velo nelle famiglie più ricche.
Dopo l’abbondante pranzo tutti si radunavano intorno al tavolo a cantare le canzoni più tradizionali fino a che qualcuno non proponeva l’idea di una favolosa partita a carte.

Adele Saporiti ed Elisa Valli – 3B

natal velas

In passato il natale si festeggiava ed era molto diverso da quello dei nostri giorni. I regali non erano ricchi come quelli che riceviamo noi, ma si ricevevano piccoli doni come:mandarini, spagnolette bambole di pezza,e lavoretti manuali ecc….ma comunque si accontentavano. Non si facevano particolari addobbi ma alcune volte si faceva un piccolo presepe con statuine di gesso e muschio trovato nei boschi. Il pranzo di natale era un occasione per mangiare qualcosa di diverso dal solito cibo giornaliero per esempio si uccideva il maiale di cui si traeva il salame ,come tradizione era il capo famiglia che riceveva la fetta più grande oltre a questo si mangiava bollito,patate, frutta secca. Oggi i nostri nonni preferiscono il natale dei loro tempi perché anche solo con una caramella si accontentavano mentre oggi si ha troppo e nonostante tutto non si è mai soddisfatti!!

Simona Zanetta e Veronica Condina – 3B

Tornando indietro di parecchi anni fa, circa trenta o quaranta, il Natale era festeggiato in un modo totalmente diverso rispetto ad oggi: infatti, soprattutto i bambini, nei giorni antecedenti il Natale erano entusiasti e orgogliosi di costruire piccoli presepi o alberi. I presepi venivano spesso e volentieri, collocati in un angolo della cucina, di solito erano i bambini ad occuparsene: prima di tutto, andavano a raccogliere il muschio (in zone umide poco distanti dalle loro abitazioni o nei boschi limitrofi), il quale faceva da tappeto erboso al presepe, poi collocavano le poche statuine che avevano di carta o di gesso e il tutto era illuminato da qualche lumicino. Alla vigilia di Natale tutto era pronto per la gran festa del giorno dopo, le mamme e le nonne, come ancora adesso, sentendo le diverse esigenze dei figli e nipoti, facevano credere loro che andavano a parlare a Gesù Bambino per informarsi su cosa aveva ha disposizione come regali. Essi venivano deposti in dei cappellini che venivano messi sotto l’albero o appesi al caminetto. La mattina di Natale, i bambini si alzavano presto, ansiosi di vedere i regali. Allora, essendo poveri, ci si accontentava di una misera strenna e pochi regali, i quali, però suscitavano un enorme entusiasmo nei bimbi che si accontentavano di poco e quasi niente; i regali più frequenti erano qualche frutto, come due o tre mandarini, alcune spagnolette e nocciole, un pacchetto di biscotti buoni che piacevano tanto ai bambini. Per i maschietti, spesso veniva regalato un cavalluccio di cartapesta che si doveva trainare su quattro piccole ruote, invece per le femminucce solitamente si regalava una bambolina di pezza.
Mentre i bambini e le bambine giocavano, le “donne di casa”, (mamme e nonne), si prestavano a preparare il pranzo natalizio, curato nei minimi dettagli e particolari. Esso era molto atteso da tutte le famiglie perché era una delle poche occasioni in cui si potevano gustare cibi e pietanze che raramente si mangiavano nel corso dell’anno. Nel pomeriggio poi, si giocava a carte o al gioco dell’oca che si faceva sulla base di molte penitenze.

RIFLESSIONI PERSONALI

Secondo noi, il Natale al tempo dei nostri nonni era molto più povero e misero rispetto ad oggi, però la cosa più importante era che i bambini si accontentavano di una misera strenna senza alcun lamento, in passato c’era più solidarietà e meno egoismo. Oggi, invece siamo tempestati da una marea di notizie e manifesti, che ci invitano ed obbligano ad acquistare più di quanto noi vogliamo; molti spot pubblicitari, infatti, con l’allegria dei loro colori e delle canzonette solidali che fanno da sfondo, sono solo un illusione ed hanno solamente lo scopo di invogliare la gente a comprare il determinato prodotto che viene esposto. Noi ragazzi, poi, siamo diventati troppo esigenti e pretendiamo più di quello che i nostri genitori ci potrebbero dare. Secondo noi, ogni persona dovrebbe farsi un piccolo esame di coscienza e rendersi conto che a Natale sarebbe meglio migliorare il proprio modo di essere, diventando più buoni e generosi, compiendo anche un piccolo gesto di carità verso il prossimo, che per tante persone costa molta fatica, invece di pretendere cose troppo costose. La festa di Natale non deve essere considerata tanto per i regali che si ricevono, ma soprattutto per quella persona speciale, Gesù, che viene ad abitare nel nostro cuore guidandoci sulla giusta strada e consigliandoci nei piccoli e grandi gesti d’ogni giorno, i quali possono cambiare di molto la nostra vita e farci riflettere di più sulle azioni che compiamo.

Debora Platinetti e Valentina Cerri – 3 B

Storia del panettone e del pandoro

3 dez

panettone

Storia del panettone

L’origine del panettone è lombarda, anzi milanese. Sembra che esistesse già nel ‘200, come un primo pane arricchito di lievito, miele, uva secca e zucca. Nel ‘600 aveva la forma di una rozza focaccia, fatta di farina di grano e chicchi d’uva. Nell’800 il panettone era una specie di pane di farina di grano arricchito con uova, zucchero, uva passa (la presenza di quest’ultimo ingrediente aveva una funzione propiziatoria, quale presagio di ricchezza e denaro). Ci sono varie leggende legate all’alchimia del panettone. Una prima ambientata a fine ‘400, narra di Ughetto figlio del condottiero Giacometto degli Atellani, che si innamorò della bella e giovane Adalgisa. Per star vicino alla sua amata egli s’improvvisò pasticcere come il padre di lei, tal Toni, creando un pane ricco, aggiungendo alla farina e al lievito, burro, uova, zucchero, cedro e aranci canditi.
Erano i tempi di Ludovico il Moro, e la moglie duchessa Beatrice vista questa grande passione del giovane, aiutata dei padri Domenicani e da Leonardo da Vinci, si impegnò a convincere Giacometto degli Atellani a far sposare il figlio con la popolana. Il dolce frutto di tale amore divenne un successo senza precedenti, e la gente venne da ogni contrada per comprare e gustare il “Pan del Ton”.
Narra una seconda leggenda che per la vigilia di Natale, alla corte del duca Ludovico, era stata predisposta la preparazione di un dolce particolare. Purtroppo durante la cottura questo pane a cupola contenente acini d’uva si bruciò, gettando il cuoco nella disperazione. Fra imprecazioni e urla, si levò la voce di uno sguattero, che si chiamava Toni, il quale consigliò di servire lo stesso il dolce, giustificandolo come una specialità con la crosta. Quando la ricetta inconsueta venne presentata agli invitati fu accolta da fragorosi applausi, e dopo l’assaggio un coro di lodi si levò da tutta la tavolata; era nato il “pan del Toni”.
Uno degli artefici del panettone moderno è stato Paolo Biffi, che curò un enorme dolce per Pio IX al quale lo spedì con una carrozza speciale nel 1847. Golosi del pan del Toni sono stati molti personaggi storici: dal Manzoni al principe austriaco Metternich, quest’ultimo parlando delle “cinque giornate” disse dei milanesi: “Sono buoni come i panettoni”.
Nascita e sviluppo della forma e della confezione attuale del panettone sono databili alla prima metà del ‘900, quando Angelo Motta propose il cupolone e il “pirottino” di carta da forno, quasi a celebrare la crescita e l’importanza del preparato.

pandoro

Storia del pandoro

Questa è una golosità tipica veronese, delicata, soffice, “cresciuta”, che ha trovato un posto d’onore nelle tavole natalizie italiane. La sua storia è ricca di aneddoti e leggende. L’attuale versione del pandoro risale all’ottocento come evoluzione del “nadalin”, il duecentesco dolce della città di Verona. Il suo nome e alcune delle sue peculiarità risalirebbero invece ai tempi della Repubblica Veneziana (prospera nel Rinascimento fino all’esibizionismo grazie al commercio marittimo con l’oriente), dove sembra fra l’offerta di cibi ricoperti con sottili foglie d’oro zecchino, ci fosse anche un dolce a forma conica chiamato “pan de oro”. Un’altra storia assegna la maternità del pandoro alla famosa brioche francese, che per secoli ha rappresentato il dessert della corte dei Dogi.
In ogni caso c’è una data che sanziona ufficialmente la nascita del pandoro, il 14 ottobre 1884, giorno in cui Domenico Melegatti depositò all’ufficio brevetti un dolce dall’impasto morbido e dal caratteristico stampo di cottura con forma di stella troncoconica a otto punte, opera dell’artista Dall’Oca Bianca, pittore impressionista.

 

La produzione del panettone

Sessão de cinema francês – filme La délicatesse – participe

3 dez

la délicatesse

La délicatesse

Comédie Romantique réalisé en 2011 par David Foenkinos, Stéphane Foenkinos

Avec Audrey Tautou, Fran Damiens, Bruno Todeschini

Synopsis

Nathalie a perdu son mari il y a trois ans. Hantée par le souvenir, elle se réfugie dans le travail et semble avoir mis un terme à sa vie sentimentale. Elle rejette tous les hommes, y compris son séduisant patron. Son entourage s’inquiète. Pourtant, un jour, sur un coup de tête, elle embrasse Markus, un collègue de travail, qui n’est même pas beau garçon. L’événement aurait pu être sans lendemain. Mais de fil en aiguille, Markus s’attache à la fragile Nathalie, tandis que cette dernière s’adoucit au contact de cet être un peu gauche. Markus et Nathalie suscitent rapidement les interrogations de leurs collègues, puis leur franche désapprobation.

A Delicadeza do Amor

Sinopse

Nathalie (Audrey Tautou) é jovem, bonita, tem um casamento perfeito e leva uma vida tranquila, com tudo no lugar. Contudo, quando seu marido vem a falecer após uma acidente, seu mundo vira de cabeça para baixo. Para superar os momentos tristes, ela decide focar no trabalho e deixa de lado seus sentimentos. Até o dia em que ela, sem mais nem menos, tasca um beijo em Markus (François Damiens), seu colega de trabalho e os dois acabam embarcando numa jornada emocional não programada, revelando uma série de questões até então despercebida por ambos, o que os leva a fugir para redescobrir o prazer de viver e entender melhor esse amor recém-descoberto.

Data: dia 9 de dezembro

Local: PLE/UCS Bloco L sala 206

Horário: 19h30min

Entrada gratuita

Assista ao trailer do filme

Assista ao trailer do filme legendado em português